In paradiso si mangiano sfogliatelle: il libro del procuratore Paolo Albano

  • 15 December 2025
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carriera che l'ho visto impegnato da prima come pubblico ministero nello svolgimento di importanti processi come quello a Venezia contro i terroristi delle Brigate Rosse per l'attentato dinamitardo al gazettino del 1978 piuttosto che quello contro il boss della Camorra Raffaele Cutolo all'inizio degli anni 90 e poi, nel 2010, come procuratore della Repubblica di Isernia, dove ha terminato la sua carriera da magistrato nel 2018. A Montenrodoni torna lì dove gli fu conferita la cittadinanza honoraria sette anni fa per un'importante operazione da lui coordinata e che ha portato alla restituzione della Stato del Patrono San Michele, rubata nel 2016, e nella splendida cornice del castello Pignatelli ha presentato il suo libro, moderato dalla collega Valeria Migliore. È un po' il libro delle parole perdute, purtroppo oggi si parla così poco di Dio, dell'aldilà, del destino, da dove veniamo e dove andiamo, le grandi eterni domande di sempre. Io penso questo è il senso vero del libro che la meraviglia della vita e soprattutto il vero senso della vita è quello della ricerca della verità e cercare la verità e senza altro ci rende nobbi di danimo tutti quanti noi e anche se purtroppo la verità ci sfugge sempre l'importante è cercarla, cercarla sempre. L'opera si compone di numerose storie, ciascuna delle quali rappresenta un un punto di riflessione sui temi eterni dell'esistenza, affrontati con una leggera vena di ironia. Tra gli argomenti trattati, la verità e il mistero, la vita e la morte, il sogno e la realtà. Un racconto dopo l'altro l'autore ripercorre le eterne domande che da sempre si pone l'uomo, da dove veniamo, quale ruolo gioca il destino nella vita di ciascuno di noi, che cosa ci attende dopo la morte e quale è il nostro rapporto con Dio. In molti racconti, Dio c'è molto vicino, addirittura sorrina per una bazzelletta che viene raccontata da un'anima, ed è questo il vero senso, il vero Dio che io penso che ci sia vicino, che non è un giudice implacabile, ma che sia invece un Dio che ama la sua umanità.