Bob Dylan e gli anni ’70, Paolo Vites a Campobasso per la rassegna ”americana”

  • 15 December 2025
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Paolo Vites e tra i più preparati e renomati giornalisti musicali italiani, e non solo ha scritto libri e articoli per prestigiose riviste, intervistando Colossi della musica internazionale, considerato tra i massimi conoscitori di Bob Dylan, è stato l'ospite del secondo appuntamento di Americana, la rassegna culturale ideata e organizzata dal collega Pasquale di Bello alla libreria Risguardi di Campo Basso. Condenzare in due ore e 60 anni di carriere a un musicista e poi, da ricordiamolo, insegnito del Nobel per la letteratura sarebbe stato difficile così di bello e Vitesse si sono concentrati su Dilan negli anni 70, un viaggio appassionante attraverso racconti aneddoti, spiegazioni di album e ascolto di brani storici da Vinili, di un periodo fecondo dal 1969 passando per il tour del 1975 e collaborazioni con giganti di vario genere, fino a una sorta di folgorazione mistica nel 1979, senza mai perdere di vista l'impegno sociale che ha caratterizzato sempre l'artista del Minnesota. Bob Dylan è riuscito a imporsi anche quel decennio, soprattutto con l'inaspettato ritorno alla canzone di protesta, pensiamo a Rikken dedicato al pugile afroamericano che era stato condannato inocente. Fu un fatto che stupi tutti e anche in Italia un grande successo. Dylan ha dato agli anni 70 il suo massimo. Dylan ha detto Vitesse, nuota da 60 anni nell'oceano delle storie della storia americana, che lui ha raccontato e racconta in musica, travalicando e confini statunitensi, un'artista non facile, spesso contestato, capace di rivoluzionare e anche di vedere, un'artista che fa musica e letteratura come ha bene spiegato di bello, facendo precisi riferimenti a scrittori da Steinbach a Kerouac, che hanno portato avanti il vero concetto di America con i suoi valori. importante una riflessione sull'America, una riflessione sull'America che purtroppo sta cambiando in una direzione sempre più inquietante, tradendo proprio sui principi, quelli che Bob Dylan e altri come Bruce Springsteen hanno cantato e disaltato per decenni. Il racconto di Dylan e degli anni 70 ha assunto il tono crepuscolare delle immagini dei film di Sam Peckinpack, di quel capolavoro che è Pat Garrett e Billy Dicky di cui Dylan ha composto una suntuosa colonna sonora recitandovi anche Vitesse che conosce di persona all'84 tren, Bob Dylan e il suo carattere spiazzante al nostro microfono ha lanciato una provocazione che vuole essere un augury al Molise. Però che riuscirete a portare Bob Dylan ai civili di Molise, che sarebbe una bella cosa, avete degli splendidi teatri.